PROFANE

ANDRÉ DURAND Twenty-First Century Paintings

BROTHER CARLO SAVING THE HEAD OF ULYSSES by André Durand (2011) (Monk, Ulysseus, Ulisse, Sperlonga, Tiberius)

BROTHER CARLO SAVING THE HEAD OF ULYSSES

2011

Dimensions: 120 x 120

Oil on linen

profane

Source

“Perhaps, most of western art is an ever changing dialogue with the antique? That could be the secret of it power”.

In October 2010, during his first visit to the villa of Tiberius and the National Museum in Sperlonga, Maestro André Durand was intrigued by the story of the monks who settled there around the sixth century and destroyed the decoration, in particular the statues that were in the Grotto of Tiberius. Of the nude female torso of Scylla there was nothing left. It had been shattered to smithereens. The monks found the great statue of the drunken Polyphemus almost as offensive as the female nude. However, it had been shattered less violently into the many recognizable fragments that survive today like the Cyclops’ magnificent right hand and his hairy left leg and foot.

Imagining that all the monks could not be insensitive to the beauty of the statues, Durand has conceived an image, reminiscent of the iconography of the Davids and Goliaths in Italian 15th to 18th century painting and sculpture: a young monk, groping in the grotto basin to salvage an important fragment of sculpture, the head of Ulysses, a consummate masterpiece of Hellenistic art. With the wisdom of youth, Durand’s young monk knows that the beauty of art even of pagan subjects, is a manifestation of God.

FRA’ CARLO SALVA LA TESTA DI ULISSE

Nell’ottobre 2010, durante la sua prima visita al Museo nazionale e all’area
archeologica di Sperlonga, il Maestro André Durand rimase colpito dalla
vicenda dei monaci che intorno al VI secolo si insediarono nella villa di
Tiberio, distruggendone l’apparato decorativo, in particolare le sculture che
erano nella grotta-ninfeo. Del torso nudo di Scilla non rimane alcunché. E’
stato ridotto in migliaia di frammenti minuscoli. I monaci ritennero che la
grande statua di Polifemo ubriaco fosse altrettanto offensiva del nudo
femminile. Ma fortunatamente fu colpita con meno violenza, tanto che molti
frammenti sono tuttora riconoscibili, come la meravigliosa mano destra e la
gamba con il piede sinistro.



Immaginando che non tutti i monaci fossero insensibili alla bellezza delle
statue, Durand ha concepito un’immagine, nata da reminiscenze
dell’iconografia di Davide e Golia nell’arte italiana dal XV al XVIII secolo:
un giovane monaco che si immerge nella piscina interna alla grotta per
salvare un importante frammento scultoreo, la testa di Ulisse, eccellente
capolavoro dell’arte ellenistica. Con la saggezza della gioventù, il giovane
monaco di Durand riconosce che la bellezza dell’arte, anche in opere pagane,
è pur sempre manifestazione di Dio.